Salvatore Siciliano

La storia di San Cataldo

Superficie: Kmq 76,65
Abitanti: 23.727
Nome abitanti: Sancataldesi
Altitudine: mt 625
Distanza capoluogo: Km 8
C.A.P. 93017

San Cataldo affonda le sue radici nell’antico casale di Caliruni, territorio abitato fin dall’età protostorica e attraversato dal fiume Salito. In epoca medievale il feudo passò sotto varie dominazioni fino a diventare proprietà dei Barresi e, successivamente, dei Galletti.

All’inizio del XVII secolo, sulle rovine dell’antico casale, nacque ufficialmente il Comune di San Cataldo grazie allo jus populandi concesso dalla monarchia spagnola. Il nome fu scelto in riferimento a San Cataldo, vescovo irlandese, probabilmente legato a precedenti proprietà ecclesiastiche della diocesi di Girgenti.

Nel corso dei secoli San Cataldo fu baronia, marchesato e principato, fino alla caduta del feudalesimo con la Costituzione del 1812. Nel 1818 entrò a far parte della provincia di Caltanissetta e, nel 1865, fu elevata al rango di Città per il contributo dato alle lotte contro il dominio borbonico.

La comunità sancataldese partecipò attivamente ai moti del 1820, del 1848 e al Risorgimento italiano, distinguendosi per spirito civile e patriottico.

Di grande rilievo è il patrimonio archeologico di Vassallaggi, antico centro indigeno poi ellenizzato, e quello artistico-religioso, con la Chiesa Madre, i conventi storici e numerose opere d’arte.

San Cataldo ha dato i natali a figure di spicco della cultura, della politica e della Chiesa e ha fondato la propria economia su agricoltura, artigianato, editoria e commercio, mantenendo nel tempo una forte identità storica e culturale.