A volte me lo chiedo anch’io, e la risposta non arriva mai tutta intera.
Col tempo tante cose cambiano.
Cambia la percezione che uno ha di sé.
Cambia il corpo, cambia il ritmo, cambiano perfino i desideri.
Ciò che un tempo sembrava importante, a un certo punto perde peso.
E, quasi senza accorgersene, vengono avanti altri valori, altre realtà,
che cambiano il modo in cui guardo la vita.
È una condizione che apre un orizzonte nuovo.
Qualcosa che fino a ieri non si vedeva, oggi si manifesta.
Come se una parte più profonda si legasse con forza all’anima,
tirando fuori un estro particolare: uno sguardo che cambia la veduta
delle cose attorno. Una forma d’arte che, a modo suo, cresce con l’età.
Non è una vittoria, e non è una regola uguale per tutti.
È solo un modo possibile di attraversare gli anni:
lasciar maturare lo sguardo invece di irrigidirlo.
L’arte, in questo, aiuta.
Fotografare, colorare, scrivere… non risolvono la vita, ma la rendono più abitabile.
Insegnano a fermarsi, a scegliere un dettaglio, a dare un nome a ciò che si sente.
E quando un’emozione diventa immagine o parola, succede una cosa semplice:
dentro si fa un po’ più luce.